Archivio della categoria: Economia estera

Bce spaccata sulla questione dell’acquisto dei Bond

Il vertice della Banca Centrale Europea vive un momento di forte instabilità e si trova al centro di un forte scossone che ha provocato un terremoto mai visto prima in seno all’istituzione. Un uomo chiave della Banca, Juergen Stark, capo economista della stessa, si è dimesso poiché non ritiene utile acquistare titoli di Stato di Paesi in difficoltà, mossa che, invece, viene proposta a gran voce da altri membri della Bce. A dirlo è stata la stessa banca che ha identificato i motivi dell’abbandono di Stark come “personali”: tuttavia la notizia non ha tardato a mostrare i suoi risvolti negativi, destabilizzando il listini, il mercato dei Bond e rendendo quasi insanabile la grave spaccatura al vertice della Bce. In sintesi, Stark si è sempre detto, in questi mesi, contrario agli aiuti della Germania, il suo Paese, poiché teme che quest’ultima possa sobbarcarsi  sulle sue sole spalle tutto il peso del debito dei vari Paesi mediterranei in difficoltà. Adesso, in seguito a questo forte terremoto, si attende una reazione del mercato internazionale.A sostituire Stark nell’esecutivo della Bce sarà il vice ministro delle finanze tedesco Joerg Asmussen.


Grecia: si pensa ad un default temporaneo

Il ministro delle finanze belga, Jan Kees de Jager, ha dichiarato che i paesi dell’area euro non escludono più una parziale insolvenza sui pagamenti della Grecia. La dichiarazione è stata resa durante i lavori dell’Ecofin a Bruxelles. Questa ipotesi estrema, di default selettivo , è stata proposta per la prima volta, da quando la crisi greca si è cominciata a fare sentire, circa un anno fa. Tale ipotesi, quindi, non è esclusa dai grandi dell’Europa che stanno tentando di addivenire ad una soluzione ai frequenti contrasti che concernono la Grecia, e che ora, si ipotizza, possano influenzare altre economie dell’Unione valutaria. E’ solo la Bce che continua a schierarsi contro l’ipotesi di un default controllato sui pagamenti , ma con una tendenza isolata rispetto a quella che si sta instaurando tra i governi. Intanto il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha, ieri , affermato che la situazione italiana non e’ stata al centro dei dibattiti , durante i lavori dei ministri delle finanze della zona euro, e , nell’eventualità, le risposte date dall’Eurogruppo potranno rasserenare i mercati. Comunque sia, Junker non ha nascosto la sua preoccupazione sul fatto che, l’Italia e altri paesi, sono obiettivi di una parte dei mercati finanziari, e,comunque sia, il caso italiano non è attualmente oggetto di discussione in campo europeo.


Wall Street: in crescita Ibm, Coca Cola e Harley Davidson

Wall Street ha chiuso positivamente. Il Dow Jones Industrial Average ha mostrato un progresso dell’1,63% , mentre il Nasdaq Composite del 2,22%. Le piazze azionarie americane sono state sostenute dalle cifre macroeconomiche positive sul comparto immobiliare statunitense, la diminuzione delle tensioni sulla crisi finanziaria del Vecchio Continente e alcune brillanti trimestrali pubblicate. Dalla National Association of Realtors si è appreso che i nuovi cantieri residenziali ammontano, nel mese di giugno, a 629 mila unità. Questo dato supera le attese degli analisti che prevedevano un valore pari a 575 mila unità. Le licenze edilizie hanno registrato un incremento di 624 mila unità . Le imprese americane operano ora meglio perché è diminuita la paura sulla crisi debitoria del Vecchio Continente. Ciò è confermato dalla grande diminuzione degli spread fra i bond decennali dei paesi periferici e quelli tedeschi (307 bps per l’Italia, 347 bps per la Spagna, 1040 bps per il Portogallo). Da sottolineare che IBM (+5,66%) che ha conseguito ricavi per 26,7 mld di dollari, in crescita del 12% rispetto al fatturato registrato nello stesso periodo dello scorso . L’utile netto e’ salito a 3,7 mld di dollari (3 dollari per azione), in crescita dell’8% rispetto al profitto del 2T . Bene anche Coca Cola e Harley Davidson.